Credits: Carlotta Artioli
Nata a Cordovado, in Friuli, nel 1909, Angiola Sbaiz arriva a Bologna per studiare Giurisprudenza. Si laurea nel 1931, a ventidue anni, con 110 e lode, discutendo con Arturo Carlo Jemolo una tesi sul principio della separazione dei poteri. Nel 1934 si iscrive all’Albo dei procuratori di Bologna, in anni in cui la presenza femminile nell’avvocatura è ancora pionieristica.
Durante la guerra entra nello studio di Enrico Redenti, uno dei luoghi centrali della cultura giuridica bolognese. Alla professione forense affianca l’attività scientifica: fin dai primi numeri collabora alla Rivista trimestrale di diritto e procedura civile, pubblicando studi in materia di sequestro, arbitrato e processo civile, e resta tra i suoi collaboratori fino al 1961.
Nel 1949 entra per la prima volta nel Consiglio dell’Ordine di Bologna, nel quale siederà per oltre quarant’anni. Nel 1978 viene eletta Presidente: è la prima donna in Italia a raggiungere la presidenza di un Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Rimane alla guida dell’Ordine fino al 1989 e, dopo il ritiro, viene nominata Presidente onoraria.
La professione, per Sbaiz, non è separata dall’impegno civile. Nel 1949 è tra le fondatrici del Soroptimist Club Bologna, nato per promuovere la condizione femminile e i diritti umani; dal 1956 siede inoltre in Consiglio comunale nella minoranza dossettiana, dove resterà per diciannove anni.
Al centro della sua idea di avvocatura ci sono indipendenza, lealtà e responsabilità. Dopo oltre mezzo secolo di professione, definisce la toga il segno di una «milizia civile di libertà»: una formula che restituisce il senso di un’intera vita dedicata alla difesa del diritto e al ruolo pubblico dell’avvocato.