Credits: Carlotta Artioli
Nato a Lecce nel 1949, Oronzo Mazzotta si forma all’Università di Pisa, dove si laurea in Giurisprudenza nel 1971 con una tesi in Diritto del lavoro dedicata al rapporto di lavoro nelle società collegate. Allievo di Giuseppe Pera, uno dei maggiori giuslavoristi italiani del Novecento, ne diviene assistente e avvia al suo fianco un percorso scientifico destinato a segnare profondamente i suoi studi.
Nel 1980 vince il concorso a cattedra e viene chiamato all’Università di Ferrara. Dal 1988 insegna all’Università di Firenze e nel 2001 torna a Pisa, succedendo a Giuseppe Pera come professore ordinario di Diritto del lavoro. Mantiene la cattedra fino al 2019 e successivamente viene nominato professore emerito. Nel 2012 riceve inoltre l’Ordine del Cherubino per i suoi meriti scientifici e culturali.
La sua ricerca attraversa alcuni dei nodi fondamentali del diritto del lavoro: il contratto e la subordinazione, l’interposizione di manodopera, i licenziamenti, il diritto sindacale e, soprattutto, il rapporto tra diritto del lavoro e diritto civile. A quest’ultimo dedica Diritto del lavoro e diritto civile. I temi di un dialogo, espressione di un metodo che rifiuta rigide separazioni disciplinari e guarda alle categorie giuridiche come strumenti per interpretare la realtà.
Autore di numerose monografie, saggi e manuali, tra le sue opere figurano Rapporti interpositori e contratto di lavoro, I licenziamenti, Diritto sindacale e Diritto del lavoro. Il rapporto di lavoro. È inoltre fondatore e direttore della rivista Labor – Il lavoro nel diritto e ha ricoperto incarichi nell’Associazione Italiana di Diritto del Lavoro e della Sicurezza Sociale.
Nel suo pensiero il giurista conserva un ruolo essenziale di mediazione tra le trasformazioni dell’economia e i valori di cui il lavoro è portatore. Una prospettiva nella quale il diritto non si limita a registrare i mutamenti sociali, ma continua a offrire categorie e strumenti per comprenderli e governarli.