credits: Carlotta Artioli

Diritto Idee Persone

Bibliografia

  • Inganno ed errore nei delitti contro il patrimonio, Giuffrè, 1955
  • Gestione d’impresa e responsabilità penali, 1962
  • Reati commessi dal fallito, Zanichelli, 1995

Cesare Pedrazzi nasce nel 1927 a Milano. A soli 21 anni, si laurea con il massimo dei voti in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, con una tesi in Diritto penale. Avvia la carriera accademica come assistente presso l’Università di Urbino, per poi ricoprire la cattedra di Diritto penale nelle Università di Trieste, Pavia – dove assume anche il ruolo di preside di facoltà – e Milano, insegnando sia all’Università Statale sia alla Bocconi, dove conclude la carriera come professore emerito di Diritto penale dell’impresa.

Autore di fondamentali monografie sul diritto penale di parte generale, ha dato un contributo significativo allo studio del diritto penale dell’economia, con particolare attenzione alla disciplina dei mercati, al diritto penale bancario, industriale e fallimentare. Questi lavori, insieme a centinaia di altri scritti, tra cui Inganno ed errore nei delitti contro il patrimonio, Gestione d’impresa e responsabilità penali e Reati commessi dal fallito, confluiscono nel 2003 nell’Opera Omnia in quattro volumi edita da Giuffrè.

La sua attività scientifica si distingue per l’attenzione al diritto penale dell’economia in chiave comparatistica. È tra i primi studiosi italiani a occuparsi delle conseguenze penalistiche della globalizzazione dei mercati, come dimostra la curatela della conferenza internazionale Multinationale Unternehmen und Strafrecht (1978) insieme a Mireille Delmas-Marty. Il suo contributo alla comparazione giuridica emerge anche negli studi raccolti nella Rivista italiana di Diritto e procedura penale, di cui è direttore responsabile, e nei numerosi scritti pubblicati, insieme a Franco Bricola, su Indice penale, rivista fondata da Pietro Nuvolone.

Fine intellettuale, dotato di una cultura giuridica e umanistica straordinaria, Pedrazzi leggeva Esiodo, Platone, Aristotele e la Bibbia direttamente in greco, alimentando una visione del diritto aperta al dialogo con la filosofia e la storia. Tra i suoi allievi si annoverano giuristi di rilievo come Alberto Alessandri, Emilio Dolcini e Francesco Mucciarelli.