Credits: Carlotta Artioli

Laureato con lode alla Sapienza nel 1948 con una tesi in diritto privato “La successione universale tra vivi”, Cesare Ruperto muove i primi passi nell’accademia come assistente alle cattedre di Istituzioni di diritto privato e Diritto agrario. Ma è nella magistratura, cui accede nel 1950, che trova il suo terreno naturale.

Attraversa tutti i gradi della giurisdizione: giudice di merito, consigliere, presidente di sezione in Cassazione. Nel 1993 è eletto giudice della Corte costituzionale e nel 2001 ne diventa presidente. Alla guida della Consulta promuove una maggiore apertura verso l’esterno e una più ampia conoscenza del ruolo della Corte, anche attraverso iniziative rivolte alle scuole. La sua presidenza è segnata da scelte che alimentano il dibattito pubblico, nel segno di una Corte consapevole della propria responsabilità istituzionale.

Parallelamente svolge un’intensa attività culturale: dirige per anni gli uditori giudiziari del distretto romano, presiede commissioni delicate e guida l’Unione magistrati italiani fino alla riunificazione con l’Associazione nazionale magistrati. Dopo l’esperienza costituzionale assume anche la presidenza della Corte d’appello federale.

Autore di numerosi scritti, tra cui Dalla legge al diritto. 1950-2010 e il Codice civile annotato, Ruperto interpreta il diritto come esperienza viva in cui norma, giudice e società dialogano continuamente. In questa idea si condensa il tratto più profondo del suo itinerario: il passaggio dalla legge al diritto.