Credits: Carlotta Artioli

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Bibliografia

  • Francesca Albanese, “Palestine Refugees in International Law“, OUP, 2020

Francesca Albanese nasce a Ariano Irpino nel 1977. Dopo la laurea in giurisprudenza a Pisa e un master in diritti umani alla SOAS di Londra, approfondisce il diritto internazionale dei rifugiati con un dottorato presso l’università di Amsterdam.

Ricerca e lavoro sul campo diventano i tratti distintivi della sua personale traiettoria di giurista. Svolge periodi di ricerca all’Università di Georgetown di Washington, poi all’Università Erasmus di Rotterdam. Avvia una brillante carriera come esperta in diritti umani presso agenzie dell’ONU, prestando consulenza a governi e ONG in Medio Oriente e Nord Africa sui diritti umani, sulla loro attuazione e sulle norme, in particolare per quanto riguarda i gruppi vulnerabili come rifugiati e migranti. 

Insegna in università europee e arabe, cofonda la Global Network on the Question of Palestine e cura con Lex Takkenberg l’edizione aggiornata del volume Palestine Refugees in International Law (OUP, 2020), oggi testo di riferimento.

Dal 2022 diventa Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, prima donna italiana a ricoprire tale incarico. Nei suoi rapporti denuncia con forza le gravi violazioni dei diritti umani in Cisgiordania e a Gaza, definendo il regime israeliano come segregazionista e repressivo, fino a individuare nel 2024 “ragionevoli basi” per configurare il crimine di genocidio. In questa attività è oggetto di critiche e pressioni politiche, ma anche di un ampio sostegno da parte di ONG, accademici e istituzioni internazionali, che ne riconoscono l’indipendenza e l’autorevolezza.

Nel 2025, con il rapporto From Economy of Occupation to Economy of Genocide, analizza il ruolo dei meccanismi economici nell’occupazione israeliana. Per questa attività subisce sanzioni da parte del governo statunitense, alle quali risponde rivendicando la tutela dell’indipendenza dei mandati ONU.

Premiata in Italia, Palestina e nei Paesi Bassi, è oggi simbolo di una giurista che, con rigore, equilibrio e umanità, ha scelto di non tacere di fronte all’ingiustizia