credits: Carlotta Artioli

Diritto Idee Persone

Bibliografia

  • Equità e autonomia privata, Milano, 1970
  • L’attribuzione patrimoniale mediante conferma, Milano, 1974
  • L’Ordine di Malta, Milano, 1979
  • Dal concubinato alla famiglia di fatto, Milano, 1985 (ristampa 2018, Key Editore)
  • La trascrizione immobiliare. Artt. 2643-2645, 2ª ed., Milano, 1998
  • La trascrizione immobiliare. artt. 2646-2651, Milano, 1993
  • Amore e diritto, ovverosia i diritti dell’amore, Napoli, 1994
  • Il contratto preliminare, 3ª ed., Torino, 2010
  • La trascrizione degli atti e delle sentenze, 1, I, in Trattato della trascrizione, diretto da Gabrielli e Gazzoni, Torino, 2012
  • La trascrizione degli atti e delle sentenze, 1, II, in Trattato della trascrizione, diretto da Gabrielli e Gazzoni, Torino, 2012
  • Rodolfo Sacco genio e sregolatezza (una corrispondenza), Napoli, 2014
  • Scritti giuridici minori, vol. I e II, Key Editore, 2016
  • Favole quasi-giuridiche, 2ª ed., Key Editore, 2017
  • Atipicità del contratto, giuridicità del vincolo e funzionalizzazione degli interessi, Key Editore, 2017
  • Manuale di Diritto privato, 20ª ed., Napoli, 2021

Francesco Gazzoni nasce a Roma il 30 gennaio 1942. Dopo la laurea in Giurisprudenza diventa professore ordinario di diritto privato all’Università La Sapienza, insegnando diritto civile, diritto delle obbligazioni e dei contratti.

E’ autore del Manuale di Diritto Privato, giunto oggi alle XXI edizione, dai più considerato un manuale “difficile”, da altri, come la famosa matricola di Macerata citata nella prefazione, “una potenziale fonte di esaurimento nervoso”. C’è poi un gruppo di fedelissimi che ne ha fatto la propria Bibbia, da consultare quotidianamente e con devozione per l’infinita ricchezza ivi contenuta.

Croce e delizia di tanti studenti, sicuramente Gazzoni con il suo manuale ha insegnato in senso letterale la capacità di legere in legibus con un’operazione metatestuale che introduce il discente direttamente nel cuore dell’attività dei iuris prudentes.

E così, nel pieno di una bollente sessione estiva, lo studente gazzoniano potrà benissimo ricevere come domanda d’esordio: “mi dica le quattro interpretazioni che dà il Gazzoni della vendita con patto di riscatto”. Allora, delle due l’una: alzarsi e andarsene con tanto di “ci si rivede a settembre” oppure resistere, e con un appello alle funzioni più alte della materia grigia, cercare almeno di tirarne fuori due su quattro. Croce e delizia, appunto.

Gazzoni, oltre ad essere un grande accademico è soprattutto un grandissimo antiaccademico. Nel suo libro “Favole quasi giuridiche”, dal titolo apparentemente innocuo, si diverte con una penna tanto sofisticata quanto caustica a narrare in forma di racconti brevi – quasi una protoforma episodica degna di una serie Netflix – tutti gli orrori che si nascondono dietro gli apparenti “onori” di cui si titolano gli accademici, senza risparmiarsi nomi e cognomi.
Ne esce un libello sagace che fa profondamente riflettere sulla necessità di ricostruire dalle fondamenta l’Università italiana senza “concorsi fasulli ed egualitarismi deleteri”.