credits: Carlotta Artioli

Diritto Idee Persone

Bibliografia

      • Il problema della responsabilità civile, Milano, Giuffrè, 1961; 1964
      • Le fonti di integrazione del contratto, Milano, Giuffrè, 1964; 1965; 1969
      • Il diritto privato nella società moderna (a cura di), Bologna, il Mulino, 1971; 1977
      • Elaboratori elettronici e controllo sociale, Bologna, il Mulino, 1973
      • Il controllo sociale delle attività private (a cura di), Bologna, il Mulino, 1977
      • Alla ricerca delle libertà, Bologna, il Mulino, 1978
      • Il terribile diritto. Studi sulla proprietà privata, Bologna, il Mulino, 1981; 1990
      • Repertorio di fine secolo, Roma-Bari, Laterza, 1992
      • Questioni di bioetica (a cura di), Roma-Bari, Laterza, 1993
      • Quale stato, Siena, Sisifo, 1994
      • Tecnologie e diritti, Bologna, il Mulino, 1995
      • Libertà e diritti in Italia. Dall’Unità ai giorni nostri, Roma, Donzelli, 1997
      • Tecnopolitica. La democrazia e le nuove tecnologie della comunicazione, Roma-Bari, Laterza, 1997
      • Intervista su privacy e libertà, Roma-Bari, Laterza, 2005
      • La vita e le regole. Tra diritto e non diritto, Milano, Feltrinelli, 2006; 2009
      • Ideologie e tecniche della riforma del diritto civile, Napoli, Editoriale scientifica, 2007
      • Dal soggetto alla persona, Napoli, Editoriale scientifica, 2007
      • Perché laico, Roma-Bari, Laterza, 2009; 2010
      • Che cos’è il corpo?, con CD, Roma, Sossella, 2010
      • Il nuovo habeas corpus: la persona costituzionalizzata e la sua autodeterminazione, in Trattato di biodiritto, I, Ambito e fonti del biodiritto, Milano, Giuffrè, 2010
      • Il corpo “giuridificato”, in Trattato di biodiritto, Il governo del corpo, Milano, Giuffrè, 2011
      • Diritti e libertà nella storia d’Italia. Conquiste e conflitti 1861-2011, Roma, Donzelli, 2011
      • Elogio del moralismo, Roma-Bari, Laterza, 2011
      • Il diritto di avere diritti, Roma-Bari, Laterza, 2012
      • (presentazione di) Democrazia senza partiti, Roma, Edizioni di Comunità, 2013
      • La rivoluzione della dignità, Napoli, La scuola di Pitagora, 2013
      • Il mondo nella rete. Quali i diritti, quali i vincoli., Roma-Bari, Laterza, 2014
      • Solidarietà. Un’utopia necessaria, Roma-Bari, Laterza, 2014
      • Diritto d’amore, Roma-Bari, Laterza, 2016
      • Diritto e giustizia: interroghiamo la Costituzione, introduzione di Franco Roberti, La scuola di Pitagora, 2015
      • Vivere la democrazia, Roma-Bari, Laterza, 2018

    Nato nel 1933 a San Benedetto Ullano, storica comunità arbëreshë italo-albanese in provincia di Cosenza, Stefano si trasferisce a Roma per studiare giurisprudenza all’Università La Sapienza.

    Lettore di Balzac e appassionato cinefilo, lo si trova spesso al Circolo Chaplin a guardare film assieme a Moravia e Pasolini. Ma è il diritto ad attirarlo e assorbirlo completamente. Dopo la laurea con Emilio Betti, prosegue la carriera accademica diventando ordinario di diritto civile alla Sapienza.

    Stefano è un civilista “costituzionalmente orientato” con posizioni rigorosamente laiche e incentrate sui diritti di autodeterminazione. Si agita dentro Stefano la passione per un diritto aperto alla società.
    Di qui il suo impegno civile, da riformista militante, in seno ai partiti: prima i Radicali, poi il PCI, infine il PSD, diventa parlamentare in Italia e in Europa, partecipando ai lavori per la scrittura della Carta Europea dei diritti fondamentali (carta di Nizza).

    Dagli anni 90 inizia una fitta produzione su diritto ed etica in cui molta importanza assumono i diritti legati alla personalità. Stefano è tra i primi ad accorgersi dell’impatto della rivoluzione digitale sulla sfera dei diritti personali. E volutamente utilizza il termine “persona” per ricondurre il diritto ai bisogni materiali ed effettivi in contrapposizione all’astratto “soggetto”.

    Si attiva per cercare strumenti giuridici di codificazione che rendano il web uno spazio sicuro e allo stesso tempo accessibile in condizioni di parità e uguaglianza, tanto che dal 1997 al 2005 è il primo presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

    Negli ultimi anni di vita si fa promotore e divulgatore dei Beni comuni: dal diritto alla vita, all’acqua, fino alla conoscenza in rete, bene di ultima generazione. I beni comuni sfidano le tradizionali categorie del privato/pubblico: tutti possono goderne e nessuno può escludere altri.
    Stefano Rodotà sfiora la presidenza della Repubblica. Non ci è dato saperlo, ma ci piace pensare che sarebbe passato alla storia come il Presidente dei diritti, delle idee e delle persone.