credits: Carlotta Artioli

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Bibliografia

      • John Rawls, Teoria della giustizia, a cura di Sebastiano Maffettone, traduzione di Ugo Santini, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1982
      • John Rawls, Liberalismo politico, a cura di Salvatore Veca, traduzione di Gianni Rigamonti, Milano, Edizioni di Comunità, 1994
      • Herbert Lionel Adolphus Hart e John Rawls, Le libertà fondamentali, a cura di Pierpaolo Marrone, traduzione di Roberta Gefter-Wondrich, Torino, La rosa editrice, 1994
      • John Rawls, La giustizia come equità, a cura di Giampaolo Ferranti, Napoli, Liguori Editore, 1995
      • John Rawls, Hiroshima, non dovevamo, a cura di Nadia Urbinati, Milano-Roma, Reset-Donzelli Editore, 1995
      • John Rawls, Il diritto dei popoli, a cura di Sebastiano Maffettone, traduzione di Giampaolo Ferranti e Paola Palminiello, Torino, Edizioni di Comunità, 2001
      • John Rawls, Saggi, a cura di Salvatore Veca, Torino, Edizioni di Comunità, 2001
      • John Rawls, Lezioni di storia della filosofia morale, a cura di Barbara Herman, traduzione di Paola Palminiello, nota all’edizione italiana di Salvatore Veca, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 2004
      • John Rawls, Lezioni di storia della filosofia politica, a cura di Samuel Freeman, traduzione di Valeria Ottonelli, nota all’edizione italiana di Salvatore Veca, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 2009
      • Jürgen Habermas e John Rawls, Dialogo sulla democrazia deliberativa, a cura di Alessandro Ferrara, Milano, Edizioni Società aperta, 2023

    John Rawls nasce a Baltimora nel 1921. Il giovane John viene arruolato per l’esercito degli Stati Uniti e inviato a combattere in Nuova Guinea, Filippine e Giappone. Assiste all’esperienza devastante della bombardamento di Hiroshima, una ferita che lo porta a rifiutare ogni carica come funzionario di Stato e riprendere gli studi accademici. Dopo il dottorato in filosofia morale a Princeton inizia ad insegnare nella stessa università e dal 1962 è professore ordinario di filosofia del diritto ad Harvard.

    A partire dagli anni cinquanta John elabora la teoria della giustizia che lo rende celebre con il concetto di Posizione originaria che formalizzerà compiutamente nell’opera “Una teoria della giustizia” edito nel 1971. Secondo John, per individuare i principi fondamentali della giustizia bisogna procedere con un esperimento mentale in cui gli individui sono privati di qualsiasi conoscenza del proprio ruolo nella società, i propri talenti, il proprio livello intellettuale e culturale, le proprie caratteristiche psicologiche e i propri valori. E’ questo secondo John il “velo d’ignoranza”. Si badi bene che l’ignoranza intesa dal filosofo non è paragonabile ad una “illiteracy” o povertà di concetti. Al contrario questo gruppo di individui è molto preparato, conosce benissimo come funziona la società e quali sistemi economici esistono. Ma privati dei pregiudizi e interessi personali si trovano in una “posizione originaria”, la quale garantirebbe l’equità sulla scelta dei principi che debbono regolare la società in cui viviamo.

    Nella filosofia morale di Rawls il “giusto” è più importante del “bene”. Viceversa, se tutto ciò che concorre al bene comune fosse considerato giusto si avrebbero delle conseguenze moralmente pericolose. John è in aperto contrasto con le teorie utilitaristiche per cui va massimizzato il bene comune a discapito delle libertà fondamentali. Per John la società è giusta solo se è equa. E laddove non vi è equità non vi è neppure il “bene”.