Credits: Carlotta Artioli

Paolo Grossi nasce a Firenze il 29 gennaio 1933. Dopo gli studi classici al Liceo Dante si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze, dove si laurea nel 1955 con una tesi in Storia del diritto italiano dedicata al regime giuridico delle abbazie benedettine nell’Alto Medioevo. Gli anni della formazione sono segnati dall’influenza di maestri come Ugo Nicolini e Pietro Agostino D’Avack, che ne orientano definitivamente gli interessi verso la storia del diritto.

Intraprende la carriera accademica come assistente dello stesso Nicolini e, dopo un primo incarico presso l’Università di Siena, insegna all’Università di Macerata. Dal 1966 è professore di Storia del diritto italiano medievale e moderno all’Università di Firenze, Ateneo al quale rimarrà legato per oltre quarant’anni, formando una scuola di studiosi destinata ad affermarsi a livello nazionale e internazionale.

La sua ricerca si concentra sul rapporto tra diritto, società e storia. Attraverso opere divenute ormai classiche, come L’ordine giuridico medievale, Mitologie giuridiche della modernità, Prima lezione di diritto e L’Europa del diritto, Grossi propone una lettura del fenomeno giuridico che supera il rigido positivismo normativo, restituendo centralità alla pluralità delle fonti e alla dimensione storica dell’esperienza giuridica. Nel 1971 fonda il Centro di studi per la storia del pensiero giuridico moderno e la rivista Quaderni Fiorentini, divenuti punti di riferimento per la storiografia giuridica europea.

Nel 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nomina giudice della Corte costituzionale; dal 2016 al 2018 ne ricopre la Presidenza. Anche nell’esperienza istituzionale mantiene la cifra che ha contraddistinto tutta la sua produzione scientifica: l’idea di un diritto come espressione della società e della persona, prima ancora che manifestazione dell’autorità dello Stato.