Credits: Carlotta Artioli

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Bibliografia

  • Vladimiro Zagrebelsky, “Manuale dei diritti fondamentali in Europa“, Bologna, Il Mulino, 2016 e 3ª ed. 2022 (con R. Chenal e L. Tomasi)

Vladimiro Zagrebelsky, fratello maggiore di Gustavo, nasce a Torino nel 1940 da famiglia di origine sanpietroburghese, emigrata prima a Nizza poi a Sanremo. Si laurea in Giurisprudenza a Torino nel 1963 e si specializza in diritto penale, di cui diventa libero docente.

Nel 1965 sceglie la toga ed entra in magistratura. Comincia così un lungo percorso dentro e fuori i confini italiani, sempre nel cuore della giustizia. Due volte membro del Consiglio Superiore della Magistratura (1981–1985 e 1994–1998), nel 1983 firma la sentenza disciplinare sui magistrati coinvolti nella loggia P2. Presiede poi la commissione ministeriale per adeguare l’ordinamento giudiziario al nuovo codice di procedura penale del 1989.

Dal 1998 al 2001 è a capo dell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, su incarico di Giovanni Maria Flick. Nel frattempo, guida anche la Commissione delle Nazioni Unite per la prevenzione della criminalità.

Nel 2001 varca definitivamente i confini nazionali: viene eletto Giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo. Rimane in carica fino al 2010, prestando servizio in una fase di grande attività della CEDU. 

Dal 2010 al 2024 dirige il Laboratorio dei Diritti Fondamentali (LDF) di Torino. Partecipa ai comitati scientifici di riviste come Cassazione Penale, Diritti Umani e Diritto Internazionale, Rivista di diritti comparati, e scrive con regolarità su La Stampa. È socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino.

E’ autore di una vasta produzione scientifica: dai saggi sulla magistratura e il sistema giudiziario, ai volumi fondamentali per lo studio della CEDU e del diritto penale europeo. Tra i titoli più noti: Manuale dei diritti fondamentali in Europa (con Chenal e Tomasi), il Commentario breve alla CEDU (con Bartole e De Sena), e Diritti dell’Uomo e Libertà Fondamentali (con de Salvia).

Muore il 5 agosto 2025, nella quiete di Gressoney-La-Trinité.